reflex y tango

E' una storia antica:
le passioni si miscelano, si cercano l'una con l'altra.
Ci aiutano a creare una nostra nuova identità, anzi una evoluta identità.
Quante passioni ci aspettano ancora?

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lunedì 19 gennaio 2009

Federico Naveira e Ines Muzzopappa alla Milonga Brava.




Sono i soliti cento chilometri che mi agevolano pensieri e riflessioni, i cento chilometri che devo fare per tornare a casa quando vado alla Brava di Genova.
E' poca strada, ne parlavo giusto con Sergio Chiaverini durante lo stage con Naveira Jr; per un tanguero, cento chilometri è ancora casa....

Bene: sono andato sabato sera per conoscere Federico Naveira e Ines Muzzopappa (bugia, sono andato solo per Naveira...) alla Milonga Brava, dopo averlo inseguito in rete per qualche mese.
I video di Federico Naveira raccontano di un acerbo ballerino, agile e fluido.

I cento chilometri non mi servono per valutare il tango, ma la persona, così come faccio ogni volta che torno dalla Brava. E quindi mi ritrovo a pensare a questo ragazzino in giro per il mondo, con un cognome pesante come un macigno che, secondo le leggende della sala, balla da 18 anni.

E io penso a un bambino che cammina in circolo in palestra a lezione di mamma y papà a soli tre anni, che al posto del gioco del pampano giocava con la "salida" e che quando faceva il cattivo gli dicevano, verosimilmente, "comportati bene o ti faccio portare via da Pablo Veron!", e ancora che al compimento del 18° anno di età, papà avrà preso il DVD di "lezioni di Tango" e gli avrà detto fiero:" figliolo, tutto questo un giorno sarà tuo...". 

Insomma, io penso, avrà imparato il tango prima dei congiuntivi e oggi ballare, è per lui, cosa naturale e normale.

Non trovo traccia di gup generazionale che avrebbe indotto qualsiasi teenager a studiare hip hop o, peggio, a diventare ragioniere, con cotanto padre tanguero (papà, ho deciso, non puoi tarparmi le ali, non puoi stroncare i miei sogni, io voglio fare contabilità, voglio fare il RAGIONIERE!!!).

Ne ho parlato anche con mio figlio, e dicevo a lui che cosa stupefacente sarebbe essere il padre di uno che balla da quando ha 3 anni, di essere il papà di Federico Naveira, meritandomi la rispostaccia che ho avuto da lui: "se io non posso essere figlio di Eminem, tu puoi fartene una ragione..."

Invece no, pare voglia fare tango, e pare che si diverta pure....

Non ne ero sicuro durante la serata di sabato, quindi sono andato al pomeriggio di domenica allo stage per verificare (si lo so, i cazzi miei, mai!).

Alla lezione ho trovato un maestro decisamente acerbo, ma allegro e competente. Per quanto possibile attento alle esigenze di tutti. Una didattica che avrà modo di svilupparsi ma che promette già bene, spunti interessanti e a volte innovativi.

L'unico momento in cui ho letto tensione sul suo volto è stato quando alla serata di sabato è stato presentato come il FIGLIO DI NAVEIRA.

Credo stia aspettando il lontano e mirabolante momento in cui presenteranno Gustavo come il PADRE DI NAVEIRA, ma nel frattempo, chiamiamolo solamente Federico Naveira.
Se lo è guadagnato.

Giò.

Le foto nella sezione album.

mercoledì 24 settembre 2008

Milonga Brava. festa di riapertura! 20/9/2008














Serata di tango y allegria alla milonga Brava di Genova.
In occasione della riapertura invernale (uffa, come corre il tempo, mi sembra ieri l'inizio dell'estate...) i "bravi" ( e da oggi per tutti: I BRAVI! soprannome di manzoniana memoria... del resto i soprannomi sono di moda nel mondo del tango), hanno allestito una seratina niente male.
Niente male per tutti, tranne che per quel povero ragazzo di mio figlio, vittima di un incrocio malefico di sfiga organizzativa, dove gli amici non ci sono, i parenti non ci sono, e gli è restato solo quello snaturato papà malato di tango, che lo ha trascinato in milonga....
Per chi ci è stato, saprà riconoscere mio figlio, in quello scomposto ed accampato adolescente spalmato tra i cuscini davanti alla consolle ed il (finto) vecchio jux box, cuffie dell'I-pod inserite e tanta pazienza, oltre al sonno...
Vabbè, mi farò perdonare!
Dicevo: seratina niente male.
Max in consolle, ed esibizione di Claudio Forte e Barbara Carpino, ed il di lei fratello Fausto Carpino con Veronica Toumanova.
Giovanissimi ballerini non argentini che hanno esibito un bel tango. solo qualche ingenuità nel sincrono a quattro (ah, il sincrono: gioia e dolore di tutti i ballerini!).
Se posso (porca vacca se posso: è il mio blog!) esprimere un parere personale, ho preferito il tango di Claudio Forte e Barbara Carpino, a quello di Fausto e Veronica.
De gustibus....
Vi lascio, come di consueto, le foto nella sezione album.
Giò

martedì 26 agosto 2008

caldaro 2008. Stage federico Moreno e Cathrine Berbessou












Si è appena concluso il primo stage settimanale di Fede e Cate, organizzato in quel di Caldaro.
Non sarà sicuramente l'ultimo, visto il successo dell'evento.
La efficiente macchina organizzativa di Franz e Tullia, unita alla squisita ospitalità di Isabella e Christian, hanno generato un ambiente unico nel suo genere.
Tango y allegria, binomio per me fondamentale, con gli amici nuovi e di sempre.
La struttura è stupenda, il "Keller am Keil" è il nodo di convergenza di noi tutti, anche di chi (come elena e me) non partecipa allo stage.
Infatti noi due, stavolta e con dispiacere, avevamo solo tre giorni a disposizione e li abbiamo goduti in relax para-tanguero....

Alcune considerazioni:

- Franz, dalla inespugnabile postazione del "suo ufficio", ha fatto un sacco di cose delle quali a noi semplici umani non è dato sapere;
- Tarantola ha perseguitato tutte le donne presenti, sino a quando le donne presenti non hanno cominciato a perseguitare tarantola (elena ha espressamente chiesto una tanda di milonghe con lui! ma non le basta il salto con l'elastico, l'apnea con gli squali, l'everest senza ossigeno, per provare brividi?);
- Il Girotonic non serve a fare sesso...
- le terme di Merano, nemmeno;
- le milonghe strette e lunghe, chiudono presto (Merano);
- Zoe uno e Zoe due vivono nel peccato, Mimmo e Giulia no;
- Torneremo a Caldaro.

Giò.
Le foto nella sezione album (quelle di Tarantola sono venute, ovviamente, mosse...)
 

lunedì 4 agosto 2008

Maratona del Mare. Milonga Brava -












Quinta maratona del mare a Genova. 
Sotto l'ormai esperta guida dello staff della Milonga Brava, ci siamo trovati in piena maratona del tango, ovvero come morire in 31 ore di tango.
Nel senso che abbiamo dovuto (per necessità fisica...) tagliare la prima e l'ultima parte dell'evento e ci siamo inseriti nella serata, quasi fosse una normale milonga.
Normale non era, vista la copiosissima affluenza di tangueri da tutti i luoghi, compreso un gruppo di veraci tangueri romani (che aspettavo, in seguito alla conoscenza via blog di Francesca  .- http://photobookblog.blogspot.com/).
E anche la temperatura è stata da sfida estrema! Abbiamo allegramente sudato insieme sino al collasso....  e ho visto il mio primo tanguero in pantaloncini corti (!).
Parecchi sono stati gli eventi programmati: noi ci siamo fermati alla bevanda di anguria (strepitosa idea di Giovanni Filocamo) ed all'esibizione di Alejandra Arrue y Sergio Natario. Coppia che avevo conosciuto quattro anni fa a Viareggio e, mi pare, con lo stesso repertorio di esibizione...
Abbiamo abbandonato la serata poco prima della focaccia di Recco, ed ho sofferto molto per questo.
Bella serata, bella sudata e bella rimpatriata!
Le foto nella sezione album.
Giò.

venerdì 1 agosto 2008

Ventimiglia Giardini Botanici Hanbury. "Cuarteto Nuevo Encuentro Y Simona Ferrando-Claudio Giachetto"




Musica dal vivo presso i meravigliosi Giardini Hanbury.
Siamo arrivati alle 21.30, quando la luce è ormai svanita. Il lungo vialetto che conduce alla villa, è illuminato, ma la bellezza vegetale dei giardini sfugge ai nostri occhi. Non ai nostri sensi, poichè i profumi ci fanno da guida verso sensazioni non del tutto definite.
Siamo in ritardo e acceleriamo il passo, verso il "rumore" degli strumenti che si accordano. 
Suonano questa sera David Pecetto al bandoneon, Carlos Buschini al basso, il giovanissimo Lautario Acosta al violino, e l'irresistibile Miguel Angel Acosta alla chitarra e voce. Insomma i "Cuarteto Nuevo Encuentro".
Musica di livello, senza rinunciare a una buona dose di allegria ed ironia. Miguel scherza e ride, chiacchiera e provoca, ma - tra tutte queste cose - trascina i Nuevo Encuentro, in esecuzioni molto coinvolgenti.
I piedi ci supplicano di muoversi, ma stasera non è fatta per ballare ( e la mia sciatica, commossa, ringrazia...), ma per sentire e vedere.
Si, stasera tocca a Simona e Claudio, che si esibiscono nello scenario dei Giardini. il loro suolo non è ideale, qualche sbalzo di livello, ma da sotto non si è notato niente.
Decisi e sicuri, un tango fluido e semplice, adatto alla musica ed all'ambiente.
Gli applausi e le chiamate sul palco, ne sono la conferma.
Le foto nella sezione album.

Giò.

lunedì 21 luglio 2008

Istinto. Pasiones Company.







A Loano è andato in scena lo spettacolo Istinto, con Erica Boaglio e Adrian Aragon.
Lo scenario è stato quello incantevole del Giardino del Principe, all'aperto quindi.
La compagnia di tango, già a me nota per Pasiones (visto due volte!), si presenta nel mio comune con il nuovo spettacolo: non potevo assolutamente mancare.
Biglietti in prevendita nella mia tasca già una settimana prima, siamo arrivati con buon anticipo rispetto all'orario di inizio.
Purtroppo il teatro non è al pienone, credo per un difetto di pubblicità del Comune, che ha sottovalutato il potenziale della rete&tango, e sopravvalutato il turismo locale...
In ogni caso i posti scelti da noi due, sono strategici per quanto riguarda il vedere, il sentire e la reflex.
Debbo precisare che non è stato uno spettacolo di tango, ma un musical di tango (come pasiones).
In ogni caso tutto molto affascinante, spunti di tango molto apprezzati e coreografia e scenografia decisamente coinvolgenti.
Erica, bellissima come sempre, tiene la scena con facilità al fianco di Adrian.
Alcuni aspetti in comune con il precedente musical, a dire il vero, hanno tolto un filo di originalità all'evento, ma l'energia sprigionata sul palco compensa egregiamente e soddisfa lo spettatore (che sono io, chiaro?).
Io non ho provato nemmeno un filo di invidia per quei quattro marcantoni con i capelli lunghi, che saltavano alla velocità della luce con un sincrono perfetto.
Nemmeno quando Elena si ribaltava sulla sedia ad ogni loro ingresso (ma, amore, non mi avevi detto che ti piacevano gli uomini pelati e con la pancetta?).
Tutte le foto nella sezione album (quelle dei quattro marcantoni, mi ha costretto elena a metterle...).
Giò.

lunedì 14 luglio 2008

Festival Tango Mentone.


Vi ricordate la canzone di Toto Cutugno "sono un italiano"?
Bè, io sono un italiano, ma non ricordo mai di aver avuto un canarino sulla finestra e l'autoradio nella mano destra...
O più precisamente, io sono un italiano e non sono capace di suonare il mandolino e di ballare la tarantella.
Non sono mafioso e, solo per combinazione, me la cavo bene a fare la pizza.
Dico questo perchè a volte mi sembra che si faccia confusione con "essere argentini" e ballare tango.
Non che ci siano controindicazioni ad essere argentini e ballare tango, ma - sia chiaro - non è automatica la conclusione logica ( e a chi non sia chiaro il concetto, offro loro un mio concerto di mandolino...).
Così capita nella mia vita di utente medio del mondo del tango, di incontrare esibizioni che mi lascino un pò il gusto dell'incompleto.
O peggio, la sensazione di turista del tango, in casa mia.
Così per le esibizioni del venerdì e del sabato a Mentone, dove nelle tre coppie viste, ho trovato molto gradevole la presenza femminile e decisamente meno quella maschile.
La tendenza pare quella di scivolare pericolosamente verso un concetto di tango-danza (binomio normalmente da me adorato se espresso con livello) che di fatto toglie virilità alle movenze maschili. Preciso che virilità non vuol dire violenza o, peggio, machismo, ma è solo l'applicazione della mascolinità in un ballo di coppia dove l'uomo fa l'uomo e la donna la donna (non fatevi idee sbagliate su di me: leggete il post di Ozan y Serkan - marzo 2008). 
Un uomo, può essere elegante e sinuoso, senza perdere il proprio ruolo; ed il tango ci ha insegnato proprio questo.
A differenza di molte altre danze, dove l'uomo (sempre secondo il parere di utente medio quale sono io) necessariamente perde qualche tratto caratteristico, nel tango ho visto ballerini  (di livello) che non perdono niente, anzi quando ballano sono decisamente più evidentemente maschi di quando non ballano. Senza rinunciare ad un'eccelsa eleganza e grazia (siano essi argentini, francesi, italiani, tedeschi o della repubblica delle banane).

Invece esaltante l'ottima prestazione dell'orchestra "Cerda Negra", composta da giovanissimi musicisti talmente bravi che sono stati richiamati - tanto rumorosamente quanto allegramente - sul palco diverse volte prima di lasciarli riposare.
 
Adorabile la compagnia di amici presenti: abbiamo incontrato alcuni tangueri che sono stati  con noi a Trielle e tutti quelli che non sono potuti venire.
Insomma, tutti gli amici del piccolo grande mondo del tango.
Le foto nella sezione album (poche, perchè mi sono lasciato intimidire da un plototone di fotografi professionisti con delle reflex grandi come il mio microonde...).
Giò.

lunedì 23 giugno 2008

Final Tango Festival

                      

                  
               
Finalmente un festival vicino a casa!
una "quattro giornate" organizzata da Finaltango (www.finaltango.eu), con serate nel salone delle feste del vicino Tovo San Giacomo, e presso l'incantevole scenario dei Chiostri di Santa Caterina a Finalborgo.
Siccome sabato elena ed io partiamo per una settimana di stage con Federico Moreno e Cathrine Berbessou, abbiamo deciso di dedicare una sola serata al tango in generale (dobbiamo disintossicarci, prima dell'overdose!), e abbiamo scelto quella di sabato, con l'esibizione di tutti i maestri del festival.
Da quando ho cominciato a ballare tango, ho sempre detestato quelli che dicono "il mio è il vero tango". All'inizio è stato solo per istinto, perchè non mi piacciono gli assolutisti, dopo è stata una riflessione sempre più consapevole. Il tango è mille, il tango è uno. E, sebbene a me non piaccia ballare milonghero (per esempio), sono contento che ci siano i milongheri, fanno parte del "mio" tango. E ballano tango come lo ballo io. Lo stesso, seppur diversissimo, tango che ballo io.
Quindi non mi sentirete MAI dire che il "mio tango, è il vero tango". Non me lo sentirete dire mai, perchè semplicemente non lo penso. Il mio tango è semplicemente "il mio tango".
Questo non vuol dire, naturalmente, che mi piaccia tutto ciò che è tango. Così come non mi piacciono tutti gli elementi di tango nuevo che vedo, ovviamente. Il tango è anarchia creativa. Punto.
Bene! detto questo, posso finalmente dire che tra le cinque coppie presenti, mi hanno intrigato particolarmente Pablo Inza y Maria Mondino. Un tango, il loro, molto consapevole. Corporeo, ma non al punto che il corpo prevalga sulla mente; filosofia comunicativa, quindi. Un tango molto simile alla mia idea di tango; un tango che vorrei essere in grado di ballare io, per capirci.
Si sono esibite, con alla consolle l'onnipresente Felix, le coppie:
Pablo Ojeda y Beatriz Romero
Pablo Inza y Maria Mondino
Marco Palladino e Michela Beltrami
Lucas Di Giorgio y Solded Chaves
Alejandro Angelica y Tali Gon.

Le foto delle esibizioni nella sezione album. E perdonatemi la qualità, perchè stavolta ho lottato con le luci che partivano dal centro pista, sparando ai lati....
Giò.

lunedì 5 maggio 2008

Nora Witanowsky y Juan Carlos Martinez


                                     




Istinto e curiosità. Mi faccio spesso consigliare da costoro....
Così è stato per Nora e Juan.

Giovedì di festa per il I° maggio, siamo andati a vedere la loro presentazione al Juaguaron, serata a cura di Giovanna e Andrea (www.giokitango.it). Loro presentavano il "tango nuestro", ovvero un mix di stili, o meglio un tango che comprende tutti gli stili, dal milonghero al tango nuevo, passando dal salon e da quello che avete voglia di fare.
Avevamo visto già ad Istanbul, alcuni ballerini che "spingevano" in quella direzione. Il difficile è, ovviamente, rendere armonico il tutto. Gradevole per chi balla e gradevole per chi osserva. Nora e Juan ci riescono egregiamente, scivolando tra abbracci diversi, con naturalezza.

Li avevo già visti in un dvd di Pasiones e, per colpa loro, un paio di anni fa, avevo fatti ingenti danni in casa, per cercare (vanamente) di imitare una piernassa dell'uomo sulla donna.....

La serata vuole essere di presentazione per gli imminenti corsi che si terranno al jaguaron nei tre giorni a venire. Elena e io, purtroppo, abbiamo in programma una fuga a milano per lavoro (si, ogni tanto lavoro...) proprio per sabato - ovvero nella lezione di tango nuestro - e quindi lasciamo il desiderio di provare a studiare con loro, a galleggiare nel nostro cervellino.

Cervellino che, come previsto, lavora con lena, al punto di indurci a spostare gli impegni del sabato (ho detto che ogni tanto lavoro, mica sempre...) e piombare come bimbi al luna park, alla lezione del sabato pomeriggio.

Bellissima lezione. Nel mio piccolo ho avuto modo di ballare con diverse ballerine professioniste, ma Nora mi ha "aggiunto" materia. Un abbraccio  certamente diverso, una pazienza consapevole per cercare di trasmetterlo anche a Elena, entusiasta pure lei.

Juan lavora in allegria (nora non è da meno!), ottima didattica mirata sul livello (unico, ma non ce ne siamo accorti) del corso. Ogni coppia riceve quello che è in grado di ricevere, con semplicità.

Noi siamo tornati a casa con un ghiotto bottino e, nel milanese per domenica pomeriggio, siamo finiti a Cremona per mettere in pratica il tutto, in una milonga veramente graziosa.
Ma questa è un'altra storia....

Le foto della serata e dello stage, nella sezione album.
Giò

lunedì 7 aprile 2008

Alejandra Mantignan all'Artis di Genova. Ovvero: prima o poi doveva capitare....


Si, prima o poi doveva capitare....
così è capitato (per la prima volta) che non mi hanno autorizzato a fare foto. La simpatia inattaccabile di chi me lo ha comunicato (e che non ne poteva niente, la volontà era quella di Alejandra), non ha reso meno amaro il risultato. Le motivazioni di Alejandra erano varie, ma essenzialmente si riferivano all'aspetto "privato" della serata (ma io non ho mai pagato 12 euro per andare alla festa privata di un amico...).

Molta tensione in pista, in ogni caso. E poca intesa tra i due ballerini.

Io, ovviamente, ho scattato un sacco di fotografie ugualmente. E ho ballato divertendomi.
Spero non me ne voglia Alejandra, se pubblico questa unica foto... (scelta ad hoc!)
giò.
p.s.
peccato: mi erano venute foto bellissime (come dice sempre quel mio amico pescatore, quando descrive i pesci che sono scappati...)

lunedì 10 marzo 2008

Ozhan y Serkan - Milonga Brava.



Sono le due di notte.
I miei buoni propositi, anche questa volta, si sono frantumati di fronte alla mia pigrizia; o alla mia stanchezza, non so.
Volevo assolutamente ballare con Francesca, e invece ci siamo solamente trovati fuori a fumare tra una tanda e l'altra. E poi volevo ballare con un'altra ballerina della Brava, della quale ancora oggi non so il nome.
Ma non posso fare tanghi adesso, sono decisamente troppo stanco per promettere buon tango, e loro due meritano sicuramente il mio meglio (in ogni caso probabilmente insufficiente anche quello)....
Due tavoli più in là, mentre penso a questo, vedo Ozhan e Serkan, composti e sereni dopo la loro esibizione.
Il tango mi ha ingannato, questa volta. Non mi ha fatto vedere oltre. Non mi ha fatto vedere la qualità delle persone, mi sono fermato - senza fiato - davanti al livello superiore del movimento che ho visto.
Un'eleganza fuori dall'ordinario, una tecnica eccelsa, ma spontanea; anche quella sacada inversa provata per ben tre volte durante l'esibizione e mai riuscita, non li ha scalfiti per un solo momento. Anzi, un sorriso - sincero tra loro - al posto di occhiatacce furiose tra professionisti che ho visto in passato durante errori.
Questi due si divertono, con il cuore!
Io sono barricato dietro la mia reflex, ma non per questo mi sfugge - anzi al contrario - quello che vedo: il cambio di ruolo è vischioso, mai netto, quasi una dissolvenza. Ora l'uno, ora l'altro, ballano da donna. E quando dico da donna, dico da donna, senza compromessi. Ho visto poche ballerine brave come loro due.
I cento chilometri che mi separano da casa, mi aiutano a sviluppare altri pensieri.
Elena mi dice che quando sono entrati hanno salutato tutti, compreso quelli che non li conoscevano già; non rispondevano ai saluti, li lanciavano loro. 
Noi li avevamo visti già ad Istanbul a gennaio, senza sapere chi fossero, e si muovevano liberi e felici per la milonga con la stessa eleganza e serenità.
Questo aspetto è rimasto nascosto dal loro tango: la loro forza. Hanno sconfitto il "machismo" in un contesto dove il "machismo" regna sovrano, nel tango.
Non è tango nuevo, è una filosofia nueva.
E io non posso fare a meno di ammirarli, nel tango e nella vita.
Giò.
(tutte le foto nella sezione album fotografici).